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Da sempre, chi colleziona francobolli lo fa sostanzialmente per due motivi:


1) Una grande passione per la filatelia e tutto quanto vi gravita intorno (storia postale, esposizioni, studio, pubblicazioni, ecc.). Il vero collezionista tende a costruire per sè e per il suo godimento personale collezioni “complete” dal primo all’ultimo francobollo emesso da un determinato paese o durante un determinato periodo storico. Questa metodologia produce nel tempo la seguente situazione economica: insieme a pochi francobolli rari e preziosi che nel tempo assicurano una rivalutazione costante (purchè siano di elevata qualità) convivono molti francobolli sia antichi che moderni con basso o bassissimo valore che zavorrano il valore complessivo della collezione al momento della vendita. Inoltre tutti i costi necessari all'attività collezionistica come l'acquisto degli album, dei classificatori, dei cataloghi, delle riviste ecc. gravano su di essa in modo decisamente consistente.


2) Una diversificazione razionale del proprio patrimonio anche in assenza di interessi specifici nei confronti del collezionismo filatelico. I consulenti finanziari consigliano percentuali variabili nella ripartizione dei propri investimenti e sono soliti classificare l’investitore in rapporto alla propria propensione al rischio e nei confronti del mercato azionario. Abitualmente, un investitore medio presenta una esposizione al rischio così ripartita: 40% obbligazioni, 40% azioni, 10% liquidità, 10% altre forme di investimento (naturalmente questo è solo un esempio). Tra le altre forme di investimento trovano posto l’oro, la numismatica (preferibilmente le monete d’oro e d'argento), le banconote da collezione, i diamanti, le opere d’arte, l'antiquariato ed infine i francobolli rari.


Quest’ultimo è il punto che ci interessa trattare direttamente. In passato, alcune esperienze, hanno a volte provocato forti delusioni in chi aveva sperimentato questa forma di investimento non supportato a sua volta da una propria adeguata cultura economico-filatelica. Queste esperienze si basavano su proposte di investimento dalla dubbia moralità ed articolate su francobolli moderni (per moderni si intendono quelli emessi dopo il 1960) e/o in multipli (fogli) dello stesso francobollo non diversificando quindi sufficientemente il rischio. Nulla di più sbagliato. Bisogna dire chiaramente che non può esistere nessuna possibilità di ritorno o di incremento economico nel tempo da simili forme di pseudo-investimento filatelico basato su materiale con tali caratteristiche.


Le frontiere dell’investimento filatelico in realtà sono molto circoscritte ma allo stesso tempo decisamente gratificanti nel lungo termine. Le condizioni indispensabili per un corretto investimento filatelico rispondono a criteri di applicaziome molto semplici ma altrettanto rigidi e facilmente definibili:


In cosa si può investire:

1) Francobolli molto rari o molto costosi
2) Francobolli generalmente antecedenti al 1960
3) Francobolli con quotazioni consolidate e in costante dimostrata ascesa
4) Francobolli di qualità molto elevata ed ottimamente conservati
5) Francobolli di nazioni importanti o con basi collezionistiche molto ampie
6) Francobolli in esemplare unico o al massimo in quartina
7) Francobolli su lettera di grande rarità e grande qualità


In cosa non si deve investire:

1) Francobolli di media rarità o poco costosi
2) Francobolli generalmente successivi al 1960
3) Francobolli con quotazioni ancora non ben definite ed oscillanti
4) Francobolli di media o bassa qualità con conservazione scadente
5) Francobolli di nazioni piccole o esotiche o con modeste basi collezionistiche
6) Francobolli in fogli o grandi blocchi poichè non diversificano il rischio
7) Francobolli con varietà poichè sono supportate da un mercato circoscritto
8) Collezioni complete poichè sono zavorrate dai francobolli comuni


I principi base dell’investimento filatelico sono fondamentalmente i seguenti:

- RENDITA PROVATA STORICAMENTE
- SICUREZZA NEL TEMPO
- LIQUIDITA’ IN TUTTO IL MONDO
- FLESSIBILITA' DELL'INVESTIMENTO
- DIVERSIFICAZIONE DEL PORTAFOGLIO
- PREMIO DI CONOSCENZA DEL SETTORE
- PROSPETTIVE COSTANTI AL RIALZO
- CAPITALE CUSTODIBILE PERSONALMENTE
- SCAGLIONAMENTO IN PIU' FASI
- NON TASSABILITA’ DEL RENDIMENTO


Il rendimento storico riferito all'andamento degli ultimi 50 anni dei francobolli rari è stato mediamente del 9,5% annuo (Fonte: Stanley Gibbons) decisamente superiore a quello delle borse internazionali.


Per premio di conoscenza del settore, si intende la capacità che ha un collezionista o un investitore esperto o supportato da un serio professionista, di riconoscere grandi rarità in francobolli solo in apparenza comuni e che invece nascondono delle preziose particolarità. Oppure si intende la capacità da parte del collezionista o investitore di orientarsi verso determinati paesi o particolari periodi storici che possono riservare in futuro rivalutazioni più rilevanti rispetto ad altri.


La non tassabilità del rendimento è evidente rispetto agli investimenti obbligazionari od azionari. Il rendimento filatelico non è tassabile ed è assimilabile ad una cedola secca che viene riscossa una sola volta al momento della vendita.


A questo punto appare evidentemente necessaria la figura di un serio consulente filatelico privo di interessi commerciali diretti che possa fornire piani di investimento in francobolli rari calibrati alle proprie disponibilità economiche.


Il nostro studio peritale è in grado di offrire delle consulenze disinteressate ed obiettive onde permettere la composizione di accantonamenti in francobolli rari personalizzati e diversificati:


- Accantonamenti in francobolli rari dell'area italiana.

- Accantonamenti in francobolli rari di paesi esteri filatelicamente avanzati.

- Accantonamenti misti cioè composti da francobolli rari dell'area italiana e da francobolli rari di paesi esteri filatelicamente avanzati.


I requisiti fondamentali per la costituzione di un asset di investimento in francobolli rari da parte dell’investitore, secondo la nostra esperienza, sono i seguenti:


- Somma destinata alla costituzione dell'accantonamento non inferiore a € 10.000 affinchè esso possa avere delle basi sufficientemente concrete e si possa contare su una adeguata diversificazione del rischio.

- Somma consigliata da destinare alla costituzione dell'accantonamento, non superiore al 10% del proprio patrimonio mobiliare onde mantenere in termini corretti la quota di capitale investito.


L’investimento in francobolli rari, rientra nella categoria degli investimenti a lungo termine e quindi il periodo da noi consigliato per una successiva smobilizzazione dell’investimento è quello dai 10 anni in su.


Ci teniamo a sottolineare che la nostra assistenza all’investitore è completamente disinteressata e non sarà limitata solo alla fase iniziale di composizione dell'accantonamento ma anche alla fase successiva di dismissione del medesimo, trascorso il periodo consigliato.


Il costo della la nostra consulenza per la scelta e la definizione del materiale da acquisire o da dismettere presso le più note case d'aste nazionali ed internazionali è pari a quello della consulenza base ovvero € 100,00 + IVA per la prima ora così come indicato sul settore "ONORARI".


Tutti coloro che sono interessati ad una diversificazione di una parte del loro patrimonio in francobolli rari, possono contattarci telefonicamente o via e-mail:


- Cell.: 380.308.95.87 (tutti i giorni dalle ore 8 alle 20)
- Email: terrachini@terrachini.it












 
 
 
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